"Pur incontrando non poche difficoltà ed ostacoli nel loro sviluppo", osserva il Papa, le Chiese di recente evangelizzazione "sono in crescita costante", tanto che "alcune abbondano fortunatamente di sacerdoti e di persone consacrate, non pochi dei quali, pur essendo tante le necessità in loco, vengono tuttavia inviati a svolgere il loro ministero pastorale e il loro servizio apostolico altrove, anche nelle terre di antica evangelizzazione". Nasce da qui quel "provvidenziale scambio di doni" che caratterizza oggi la cooperazione missionaria e che il Papa auspica che "si intensifichi, valorizzando le potenzialità e i carismi di ciascuno". Tutto ciò, in modo da "rendere sempre più consapevoli tutte le comunità cristiane" che "la Chiesa è missionaria per natura", come scrive Giovanni Paolo II nella "Redemptoris missio", e dunque che "tutta la Chiesa e ciascuna chiesa è invitata alle genti", poiché "il mandato di Cristo non è qualcosa di contingente e di esteriore, ma raggiunge il cuore stesso della Chiesa". Nel messaggio, Benedetto XVI cita il "nuovo soggetto missionario" costituito dai "fidei donum", ringraziando "per i frutti abbondanti ottenuti da questa cooperazione missionaria in Africa e in altre regioni della terra".