"Divieto di compiere qualsiasi atto di culto nell’abitazione della signora Giulia Arancino in Capalbo" sita in Corigliano Calabro (Cs). Lo ha deciso, con un apposito decreto, l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Santo Marcianò seguendo gli orientamenti della Conferenza episcopale calabra e della Congregazione per la dottrina della fede. Da oltre un ventennio, in località Thurio di Corigliano, una donna, Giulia Arancino, detta la "Piccola Giulia della Croce", sostiene di avere il corpo ricoperto di stimmate,tanto da richiamare presso la sua abitazione migliaia di visitatori. Il vescovo ha dichiarato che "l’appello al soprannaturale, nel caso in questione, è tutt’altro che attendibile nel suo valore probativo. La condizione è ancora di più compromessa dal rifiuto esplicito della signora di sottoporsi all’obbedienza nei confronti dell’autorità ecclesiastica". Mons. Marcianò, dopo aver spiegato che "non si lede nessun diritto soggettivo ma si vuole salvaguardare la natura ecclesiale degli atti di culto", fa divieto anche di "pubblicare o divulgare materiale scritto o immagini relative alle presunte stimmate o riconducibili alle rivelazioni della stessa Arancino". Prima di mons. Marcianò altri presuli si erano interessati al caso sin dal 1980.