"La scuola dovrebbe essere gestita da educatori", e gli interventi delle forze dell’ordine "appartengono più a un livello repressivo, che educativo". A commentare in questi termini al Sir la proposta del Ministro della Salute, Livia Turco, di inviare i Nas nelle scuole per contrastare lo spaccio di droga è Luigi Roffia, provveditore agli studi di Bergamo, mostrandosi "perplesso" su "soluzioni drastiche" come quelle proposte dal Ministro, che "in positivo hanno tuttavia il merito di portare a riflettere sui problemi di abuso di sostanze tossiche e di alcol tra gli adolescenti". "L’educazione ricorda Roffia consiste nel farsi carico anche dei ragazzi in crisi o in difficoltà, in ogni situazione di disagio scolastico. Se un dirigente rinuncia, di fronte a un problema pur grave e reale, la scuola viene meno al senso della sua stessa esistenza". Di qui l’invito a "non trasformare le scuole in istituti di correzione o repressione": "Le nostre scuole non sono il Bronx commenta Roffia ma luoghi dove è possibile instaurare un patto educativo tra insegnanti e famiglie", in modo da "accompagnare i ragazzi nella crescita della loro personalità, anche in presenza di un degrado dei loro comportamenti personali o morali".” ” ” “