In Italia il fenomeno delle convivenze "risulta in forte crescita", e "senz’altro non interessa solo 600mila uomini e donne, ovvero il numero di chi dichiara di vivere attualmente in una coppia di fatto". Eppure – nonostante "l’arcipelago delle convivenze", con "situazioni, motivazioni e implicazioni diverse – "nella maggioranza dei casi il matrimonio rimane il punto di riferimento essenziale nel processo di formazione della famiglia", come dimostra il caso "molto frequente" dei genitori conviventi che si sposano dopo la nascita del primo figlio. A metterlo in evidenza è stato Alessandro Rosina, intervenuto alla Conferenza nazionale sulla famiglia di Firenze. Il demografo si è soffermato sul fenomeno dell’"instabilità coniugale", grazie al quale in Italia nel giro di poco più di una decade si è assistito "a quasi un raddoppio" del tasso dei divorzi, passato da 80 ogni mille matrimoni ai quasi 150 attuali. "Non solo sono in aumento i matrimoni che si sciolgono, ma durano anche sempre meno", ha fatto presente il relatore: "Attualmente circa il 20% delle separazioni ha durata inferiore ai cinque anni", mentre la vita media in matrimonio per le coppie che si separano è attorno ai 13 anni, una durata che però si sta progressivamente accorciando". ” ” ” “