Dico, omosessualità, mancanza di dialogo tra laici e gerarchia, ma anche il caso Welby con il no ai funerali in chiesa, aborto. Questi i temi proposti ieri sera nell’incontro di circa 200 persone con l’arcivescovo Antonelli. Temi sui quali il cardinale è intervenuto ricordando il magistero della Chiesa "che accetta ed è sempre pronta al dialogo" senza, però, correre il rischio di arrivare "ad una dittatura della maggioranza". L’ascolto, che deve essere "reciproco", non può prescindere dal magistero ecclesiale e dal fatto "che Cristo è sempre lo stesso, oggi come nei secoli passati", mentre "lo Spirito ha accompagnato la Chiesa anche prima del Concilio" suscitando, tra i diversi carismi, quelli dei successori degli Apostoli. E se Gesù "ha obbedito" al Padre, i fedeli "non possono esimersi almeno dal provarci". Proseguendo nel confronto il cardinale ha ricordato che oggi il peccato é "il non riconoscersi peccatori, lo stabilire da sé cos’è bene e cos’è male". "La Chiesa ha inoltre precisato – deve essere aperta a tutti, anche a divorziati e omosessuali, ma l’eucarestia non possono riceverla tutti e misericordia è anche l’indicare la verità senza sconti per nessuno". Ed ha concluso: "Siete stati franchi con me e io sono stato franco con voi. Ci vorrà molto tempo prima che ci capiamo reciprocamente, ma spero di compiere altri passi assieme"