CAPACI, 15 ANNI DOPO: MESSA A PALERMO, "IL SANGUE DI QUESTI MARTIRI È IL SEME DI UNA NUOVA CIVILTÀ" (2)

"Troppo grande – ha proseguito padre Sibilio – è l’esempio e la testimonianza di questi uomini e donne che oggi ricordiamo. Vi sottolineo soltanto tre punti che possiamo racchiudere nelle parole: il contesto, il sogno, il testamento". Anzitutto "il contesto": "Il profeta Amos – ha detto Sibilio, riferendosi alla Liturgia della Parola della messa – descrive una società corrotta e crassa basata sulla violenza e sull’oppressione, sul lusso e l’apparenza. Questa società ha in odio tre categorie di persone: i giudici giusti, quelli che parlano nella verità, i poveri. È una società che noi abbiamo conosciuto e vissuto. Giovanni, Francesca, Paolo e le loro scorte appartenevano alla categoria di coloro che lottano per la libertà… Il potere mafioso, connivente con una cultura omertosa diffusa, non essendo riuscito a distruggerli con la calunnia e la diffamazione, ha dovuto farli fuori teatralmente per affermare la logica disperata del più forte". (segue)