"È stato di circa 2.750 euro (inclusi i trasferimenti monetari a favore, circa 750 euro, e i fitti imputati delle abitazioni) la media del reddito per le famiglie residenti in Italia nel 2004": questo è uno dei dati del Rapporto Istat 2006, presentato oggi a Roma, che utilizza i dati della nuova indagine europea sui redditi (Eu-Silc). Tuttavia, "metà delle famiglie ha guadagnato meno di 2.300 euro; il reddito medio più basso è quello percepito dalle famiglie di anziani soli: circa 1.400 euro". Per quest’aspetto il divario territoriale è forte: "le famiglie del Mezzogiorno hanno un reddito pari a circa tre quarti del reddito delle famiglie del Nord". Nella distribuzione del reddito, le famiglie che si collocano nel 20% più povero, percepiscono soltanto il 7,8% del reddito totale, mentre la quota di reddito del 20% più ricco risulta del 39,1%. Il reddito medio equivalente delle famiglie della fascia più povera supera di poco i 1.000 euro al mese. Nel 2005 le famiglie che hanno registrato una spesa per consumi inferiore alla soglia di povertà sono 2,6 milioni, pari all’11,1% delle famiglie residenti. "Un elevato numero di componenti, la presenza di figli, specialmente di minori, o di anziani in famiglia, un basso livello di istruzione e scarsa partecipazione al mercato del lavoro" sono i fattori associati alla povertà che contribuiscono a determinare forti divari territoriali.