"La famiglia non è un nobile residuo di archeologia sociale, ma un autentico bene di tutti; proprio per il suo ‘valore aggiunto’, che la rende irriducibile ad una pura aggregazione di soggetti privati, essa esige quel riconoscimento pubblico, dal quale soltanto può discendere un coerente progetto di ordine sociale ed economico": lo scrive la presidenza nazionale di Azione Cattolica nel contributo preparato in vista della "Conferenza Nazionale della Famiglia" promossa dal governo a Firenze dal 24 al 26 maggio. Dopo aver ricordato che la nostra Costituzione la definisce "società naturale fondata sul matrimonio", con una "visione personalista che riconosce alla famiglia una funzione fondamentale", il documento di ACI afferma che "la legislazione ordinaria ha eluso per decenni l’obiettivo familiare", consistente "nell’agevolare la formazione" e nel "sostenere, in particolare, le famiglie numerose". Ne deriva "un grave ritardo rispetto al diritto comune europeo della famiglia" che va colmato. Dice il documento che "in una società in drammatico calo demografico" occorre una "tutela differenziata della famiglia fondata sul matrimonio, pilastro fondamentale e ‘valore aggiunto’ per la costruzione del futuro". (segue)