FAMIGLIA: DONATI (SOCIOLOGO), LA CONFERENZA DI FIRENZE DOVRÀ "ELEVARE LA CULTURA" DELLA POLITICA (2)

Donati si sofferma poi sul "rapporto di sussidiarietà tra lo Stato e la famiglia", che ora vede "praticato alla rovescia, nel senso che non è lo Stato a sussidiare la famiglia, ma viceversa". Ne sono un esempio gli assegni familiari, "che hanno un attivo di circa 4 milioni di euro: le imprese e i lavoratori danno allo Stato più di quanto ricevano, e questo attivo viene utilizzato per ripianare i debiti di casse pensionistiche, che nulla hanno a che fare con lo sviluppo della famiglia". Parlare concretamente di famiglia, tuttavia, richiede un cambiamento del sistema, ora incapace di trasformare i "grandi principi generali" in "politiche attive". Come pure, una politica "bipartisan", che prescinda dalla logica del consenso immediato. "Questo tema, politicamente, non rende a breve termine. Bisognerebbe perciò che i partiti rinunciassero a ragionare in termini di vantaggio elettorale a favore di un piano nazionale sulla famiglia. Solo così – conclude il sociologo – si riuscirebbe a trovare una certa convergenza, mentre il consenso elettorale andrebbe lasciato su altri campi".