“Credo che ci sia da una parte di intellettuali una sorta di disorientamento rispetto all’unica agenzia di formazione che è rimasta, almeno in Italia, a fronte di una scuola, che ha il fiato grosso e non riesce più ad assolvere al proprio compito educativo, e di famiglie, che si nutrono di difficoltà". Questo il giudizio espresso da Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia morale alla facoltà di Lettere e filosofia di Messina, in un’intervista pubblicata oggi su old.agensir.it, nella quale si sofferma sull’aumento, nelle ultime settimane, della violenza verbale verso la Chiesa e i suoi rappresentanti. La Chiesa, per Ricci Sindoni, "è l’unica istituzione che nel nostro Paese riesce non solo, come dicono i laicisti, a predicare, ma anche a far confluire in una piazza, come quella di San Giovanni, persone gioiose, capaci di dire la loro serenità che ruota attorno alla semplicità di grandi valori, senza ulteriori costruzioni intellettualistiche". Questo "disorienta e l’unica reazione è quella di scomporre il linguaggio, con segni un po’ disordinati, per l’incapacità di dare una risposta sensata". Per la docente, "bisogna rimettere al centro del dibattito il ruolo ‘pubblico’ della fede, per cui è accettato che le persone, vescovo o laico credente, in nome della fede, esprimano le loro convinzioni in ordine a dei valori".