Ci sono poi le difficoltà dei giovani, che “si trovano oggi in un mercato immobiliare fuori dalla loro portata, e il loro bilancio familiare deve dall’inizio scontare un costo dell’affitto troppo elevato per gli stipendi correnti, specialmente quando il lavoro è ancora precario”: tutto ciò, naturalmente, "incide non poco anche nel progettare il loro futuro". "Come cittadini e come cristiani l’ammonimento del presidente della Cei – è sbagliato pensare alla collettività di cui si fa parte senza tener conto che ci sono sempre delle persone che stanno peggio di noi. Senza avvertire il vincolo di solidarietà che ci lega agli altri e il dovere che tutti abbiamo – con responsabilità specifiche – in ordine alla costruzione del bene comune". Per Bagnasco, in altre parole, "c’è un’accortezza nello spendere che va salvaguardata sempre, sia per rispetto di chi non ha nulla, sia per poter dare qualcosa del nostro agli altri". Nelle nostre comunità, dunque, "va promossa, con garbo e costanza, l’attitudine al dono, specie nei tempi forti dell’anno", partendo dalla consapevolezza che si può "sopperire alle crescenti richieste solo se c’è alle spalle una dinamica comunitaria capace di rifornire con sufficiente continuità gli sportelli aperti all’aiuto".