Nonostante gli scontri e la violenza di questi giorni a Gaza la Caritas Gerusalemme continua a portare aiuto sanitario e supporto alle fasce più deboli della popolazione, anziani e bambini in particolare. A darne notizia è la stessa Caritas che oggi ha diffuso l’ultimo numero della sua newsletter, pervenuta al Sir, in cui fa il punto oltre che sulla situazione degli aiuti a Gaza anche in Cisgiordania e negli altri Territori. Secondo quanto riportato in questi ultimi mesi la Caritas, insieme ad un pool di medici australiani ha reso possibile, direttamente a Gaza, operazioni chirurgiche per 41 bambini che non era possibile trasferire per gli elevati costi e per il blocco dei confini. Nel contempo ha provveduto ad inviare a Nablus 200 scatole di derrate alimentari. Allo scopo di venire incontro ai bisogni di molte persone disoccupate di Gaza la Caritas ha avviato progetti di lavoro come, pulizia delle strade, sistemazione di marciapiedi e aree verdi, manutenzione dei cimiteri cittadini e aree pubbliche. Progetti di lavoro anche a Ramallah, Jenin, Beit Hanoun e Khan Younis. "Alla soluzione politica fa sapere l’organismo cattolico deve corrispondere anche lo sviluppo di opportunità economiche. La possibilità di lavoro è segno di normalizzazione. Con il lavoro una società può avanzare e i suoi componenti guadagnare con dignità aiutando nel contempo le loro famiglie".