Soffermandosi sul ruolo dei laici, Benedetto XVI ha poi aggiunto: "Perché questa partecipazione alla trasformazione sociale sia efficace, è indispensabile formare laici competenti per servire il bene comune. Questo formazione, nella quale la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa è un elemento essenziale, deve tener conto dell’impegno a livello civile, perché siano capaci di affrontare le sfide quotidiane nei campi politico, economico, sociale e culturale". Il Papa si è poi soffermato sulla pastorale del matrimonio, affermando che "mentre il numero dei matrimoni cristiani rimane relativamente limitato (su 11,4 milioni di abitanti, i cristiani in Mali sono circa l’1% della popolazione, ndr), è dovere della Chiesa aiutare i battezzati, particolarmente i giovani, a comprendere la bellezza e dignità di questo sacramento". Ciò permetterà ha aggiunto "alle coppie cristiane di rimanere fedeli alle promesse matrimoniali" sul modello "della fedeltà manifestata da Dio nell’alleanza indistruttibile che lui stesso ha concluso con l’uomo". Da ultimo, il Papa ha fatto riferimento "alle relazioni cordiali" tra i fedeli cattolici e i "compatrioti musulmani" (che costituiscono l’80% della popolazione, ndr). Ha quindi auspicato che "si favorisca una coesistenza pacifica a tutti i livelli della società"