MONS. BETORI: NO AD UN "BUONISMO ALLA FINE PERDENTE"

In Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio, di cui oggi si festeggia la memoria, nel "suo essere servitore della comunità ecclesiale e civile" ed in particolare nel "segno di croce tracciato" dal santo "che pose fine all’assedio" di Gubbio da parte "delle città nemiche", "c’è una forte carica di esemplarità" che "molto può insegnare anche per la condizione odierna della nostra società". Lo ha detto, oggi, nella cattedrale di Gubbio, mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nell’omelia del pontificale per la festa del patrono. "Nuovi nemici – ha osservato il presule – tentano di espugnare le nostre città, di sovvertire il loro sereno ordinamento e di creare turbamento alla loro vita". Questi nuovi nemici si chiamano "il nichilismo e il relativismo, che in modo più o meno esplicito nutrono le tendenze egemoni nella nostra cultura": fanno dell’embrione "un materiale disponibile per sperimentazioni mediche"; "danno copertura legale al crimine dell’aborto e si apprestano a farlo per le pratiche eutanasiche, infrangendo la sacralità dell’inizio e della fine della vita umana"; introducono il concetto "apparentemente innocuo" di qualità della vita, che "innesca l’emarginazione e la condanna dei più deboli e svantaggiati"; coltivano "sentimenti di arroganza e di violenza che fomentano le guerre e il terrorismo". (segue)