Il "contratto relazionale" è un contratto che "modifica il senso del lavoro", perché "include nei contratti tutto ciò che riguarda il problema del tempo", con la possibilità ad esempio di "commutare denaro con servizi". Ad auspicarne l’introduzione nel mercato del lavoro è stato Pierpaolo Donati, ordinario di sociologia della famiglia a Bologna, intervenendo ad un incontro promosso dal Cisf (Centro internazionale studi famiglia) a Roma, sulla conciliazione tra famiglia e lavoro. "Il contratto classico – ha ricordato il sociologo – concepisce il lavoro come prestazione, ma oggi il lavoro è sempre di più una relazione sociale che una persona ha con un’organizzazione". È la "relazione sociale", dunque, che "deve essere l’oggetto del contratto", tenendo conto "dell’esigenza di bilanciare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia". Il contratto relazionale, ha precisato Donati, "è un contratto collettivo, che può essere poi personalizzato a livello locale o territoriale. È un contratto etico non perché è beneficenza, ma perché c’è equità negli scambi tra imprese e lavoratori".” ” ” “