"Il rapporto tra pubblico e privato non può essere soltanto ricondotto ad una questione di genere", anche se la "questione femminile" va ancora "sostenuta", soprattutto "in un momento come questo, in cui le donne sono al centro di una delegittimazione strisciante". Lo ha detto Maria Pia Camusi, direttore di ricerca del Censis, intervenendo al seminario della Cei su "Quando la donna è imprenditore". Oggi, secondo l’esperta, "la questione femminile sta perdendo potenza, mordente, proprio in relazione allo sviluppo delle donne, che potrebbe porsi invece come elemento pesante di dialogo tra i popoli. Tutto ciò non accade, anche perché è sempre minore l’informazione sul rapporto tra donne, privato e pubblico". Oggi, ha fatto presente Marinella Perroni, docente di filosofia e teologia presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo, "si avverte un disagio radiale rispetto ai ruoli familiari, soprattutto se sono confliggenti o alternativi ad una realizzazione personale". Nel mondo del lavoro, in particolare, per la teologa "è carente il modello sapienziale" di tipo biblico, in cui "le pari opportunità sono considerate una realtà indispensabile a livello sociale, di cui è portatrice unha figura femminile, proposta però come modello per tutti".