Al termine dell’Assemblea, il 12 maggio è stata ratificata la dichiarazione finale delle 850 Superiori generali partecipanti all’incontro, resa nota oggi: "La nostra passione per Cristo Gesù, per l’umanità e la creazione ci spinge a divenire tessitrici di speranza e di vita", tessendo "rapporti di rispetto, di dialogo, di inclusione, di fiducia, di corresponsabilità e di interdipendenza. La presa di coscienza effettiva del legame tra tutte le dimensioni e forme di vita ci invita ad approfondire una sempre nuova comprensione della vita consacrata oggi". Tra le grandi sfide di oggi, "l’aspirazione della donna a ritrovare la sua dignità e il suo vero posto nel mondo e nella Chiesa", "il gemito della terra ferita, perché ne sia riconosciuto la sua sacralità e diventi la casa di tutti", "la sete di una comunione più profonda tra credenti di religioni diverse", "la disperazione di milioni di migranti e di rifugiati, di bambini e di donne vittime della tratta, in cerca di condizioni di vita più umane", "l’appello dello Spirito a creare nelle nostre congregazioni legami di reciprocità con i laici, al fine di vivere lo stesso carisma anche al di là delle strutture". (segue)