Proseguendo il discorso all’episcOpato latinoamericano e dei Caraibi, Benedetto XVI ha ricordato I "molti laici e laiche attivi e dediti al Signore", i "molti generosi catechisti", "tanti giovani", "nuovi movimenti ecclesiali e istituti di vita consacrata", insieme a "molte opere cattoliche educative, di assistenza e di accoglienza", "fondamentali" in una terra in cui, tuttavia, "si percepisce un certo indebolimento della vita cristiana, nell’insieme della società e nella partecipazione alla vita della Chiesa cattolica". Le cause sono "secolarismo", "edonismo", "indifferentismo", ma anche il "proselitismo di numerose sette, di religioni animiste e di nuove espressioni pseudoreligiose". Si configura, così, "una situazione nuova", che richiede "nuove strade e progetti pastorali creativi, capaci di infondere una ferma speranza per vivere in maniera responsabile e gioiosa la fede e irradiarla nel proprio ambiente". E quindi, "la Chiesa ha il grande compito di custodire e alimentare la fede del Popolo di Dio", aiutando i battezzati a "essere discepoli e missionari di Gesù Cristo", trovando "nella comunione con Lui, la vita, la vera vita degna di questo nome", evitando, però, la "fuga verso l’intimismo, verso l’individualismo religioso". (segue)