In materia di educazione, "non esiste neutralità", perché "non si può educare se non alla luce di un progetto di persona e di società". Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, intervenendo all’incontro nazionale delle aggregazioni laicali e dei soggetti operanti nel campo dell’educazione e della scuola, in corso a Roma (fino al 13 maggio) sul tema: "L’educazione? Una sfida da vincere insieme". Il "compito educativo", ha detto Betori, è "una delle espressioni più alte ed eloquenti" dell’impegno della Chiesa e del cristiano nel mondo. Contrariamente "a quanto afferma un’ideologia che assolutizza la soggettività", ha puntualizzato il segretario generale della Cei, l’educazione "non è lesiva della libertà della persona. È possibile, infatti, coniugare una proposta educativa chiara e robusta con il rispetto della libertà e del percorso esistenziale dell’altro, rendendo sempre più saldi quei vincoli di amore e di fiducia che rendono l’educazione un processo di reciprocità, in cui a crescere e a mutare non è solo l’educando ma anche l’educatore". Di qui la centralità della “questione antropologica”, su cui da alcuni anni la Chiesa italiana ha concentrato la sua attenzione.