Collegare l’aumento di furti e rapine registrato nel trimestre agosto-ottobre 2006 all’indulto varato il 31 luglio scorso mi sembra strumentale": è il parere di Livio Ferrari, consigliere del SEAC (Segretariato Enti e Associazioni di Volontariato penitenziario) e già presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia, oltre che volontario nel carcere di Rovigo, ai dati diffusi dal Capo della Polizia De Gennaro. "Se ci fosse maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine e il volontariato e l’assistenza ai carcerati, notizie di questo genere non sarebbero state date", sostiene Ferrari. "L’indulto aggiunge – è stato un fatto positivo perché si veniva da un sovraffollamento assurdo delle carceri italiane. L’indulto doveva essere concertato in maniera un po’ diversa per creare delle opportunità di reinserimento e recupero per chi usciva". "In ogni caso secondo Ferrari – il dato del 12% di recidiva è bassissimo rispetto alla possibilità di reiterare i reati commessi". Secondo Ferrari basterebbe confrontare i dati dell’indulto dell’89-90 "per notare come nel giro di un anno rientrarono in prigione quasi tutti. Oggi bisogna invece mettere le persone in grado di reinserirsi nella società, senza fare allarmismi sociali".