Riflettendo sulle tendenze culturali relativistiche e nichiliste della nostra epoca, Ruini ha quindi messo in luce la "capacità di produrre cultura, che è propria ed esclusiva dell’uomo e che ha dato luogo, attraverso i millenni, a uno sviluppo gigantesco e sempre crescente. All’interno di essa emergono alcune ‘punte’ straordinariamente significative, come l’attitudine ad assumere responsabilità etiche, o anche il rigore e l’efficacia del pensiero logico, o la creatività estetica". In un tale contesto, ad avviso del card. Ruini occorre riflette sull’ "influsso storico del cristianesimo e sul ruolo che esso è chiamato ad esercitare oggi, in rapporto al ‘bene umano obiettivo’". "Né la riduzione dell’uomo alla natura né un totale relativismo né una prospettiva nichilistica ha concluso – possono affermarsi pienamente e diventare davvero egemonici finché la fede cristiana è viva e riesce a generare cultura. A tal fine però, come diceva il Cardinale Ratzinger nella (già citata) relazione di Subiaco, abbiamo anzitutto bisogno di uomini che siano davvero e profondamente credenti, uomini cioè ‘che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità’".