"Oggi ha proseguito mons. Betori – assistiamo, da un lato, a una diminuzione degli invii da parte delle Chiese di antica tradizione, corrispondente alla diminuzione del clero. Da un altro lato, sembra anche messa in discussione l’idea stessa di missione: la presenza di non cristiani nei nostri paesi e il diffondersi di un’ampia secolarizzazione e scristianizzazione porta alcuni ad affermare che ormai “la missione è qui, nel nostro paese”. Questa affermazione, definita dal Segretario generale della Cei "parzialmente vera in sé", "non deve però portare ad un ripiegamento su noi stessi e far perdere di vista l’universalità della Chiesa e della destinazione del Vangelo. L’esperienza Fidei Donum ci ricorda che, proprio in questa nuova situazione in cui ci troviamo a vivere, una partenza missionaria, di preti e di laici, è una preziosa ricchezza per la comunità che invia". "Possiamo dire che, se una volta davamo della nostra ricchezza (materiale e umana), oggi siamo chiamati a dare della nostra povertà, consapevoli del nostro bisogno di essere Chiesa tra le Chiese, di crescere anche grazie al contributo e all’apporto di altre comunità cristiane". (segue)