Una società scadente crea una televisione scadente. Se i dirigenti televisivi sono scelti per motivi politici e non hanno mai fatto tv, la televisione sarà scadente". E’ la risposta del critico Aldo Grasso a quanti stigmatizzano la televisione italiana senza distinzione di palinsesto. Durante la presentazione del suo ultimo libro "Buona maestra", avvenuta ieri presso l’Università Cattolica di Milano, Grasso ha parlato della serie televisiva americana "Doctor House" come di esempio di buona televisione. "Non c’è mai stata una televisione interessante come questa" ha proseguito, ampliando il discorso ai telefilm americani in generale. Sulla frequente critica "più libri, meno televisione", Serena Vitale, scrittrice e docente alla Cattolica, ha osservato: "Non trovo alcuna contraddizione se c’è un metodo nella narrazione, che siano libri o telefilm. La tv è buona perché la si può spegnere. E se sta distruggendo, sta distruggendo la classe delle menti bacate". Ai nostri giorni, ha aggiunto, "Shakespeare farebbe televisione, non andrebbe a Hollywood". Purtroppo "la serialità italiana latita ha rimarcato Grasso. "I grandi registi come Salvatores o Tornatore ha concluso – non farebbero mai televisione. Perché sono in collegamento con l’assoluto".