"Non scendiamo in piazza contro i Dico, né contro il governo. Non vogliamo striscioni o bandiere di partito. La nostra è una manifestazione laica in un piazzale laico. Non facciamo cortei, vogliamo fare una manifestazione serena e gioiosa, non aggressiva, che mostri che il nostro è ancora un popolo che crede nella famiglia, e non si stanca di fare sacrifici per essa, anche se fa sempre più fatica". Così Savino Pezzotta, portavoce del Family Day, ha descritto idealmente la "manifestazione popolare" di piazza S. Giovanni, che sabato prossimo, 12 maggio, vedrà "convenire" per la prima volta le associazioni cattoliche per dire "quattro sì alla famiglia". "Puntiamo a 100mila persone", ha detto Pezzotta rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di oggi. "Più famiglia", ha ricordato il portavoce, è un manifesto in cui "quello ai Dico è l’unico no di fronte tanti sì. E’ un no perché si mette in discussione il principio della centralità della famiglia delineata nella Costituzione", ma è soprattutto "un sì di gente che in Italia ha un culto per la famiglia". Si tratta, secondo Pezzotta, di "un movimento che attraversa l’Europa, e di cui non parliamo mai, che chiede all’Europa di riscoprire i suoi valori proprio a partire dal concetto di famiglia".