"I mali di un tempo ha osservato il card. Sepe – hanno segnato il passo sovrastati dalla forza inarrestabile della carità che è sempre all’opera per un riscatto non solo morale ma anche sociale". Oggi, ha aggiunto il porporato, "altre sfide e altri traguardi si pongono davanti a questa comunità chiamata a vivere con pienezza il proprio tempo. Gli antichi mali hanno lasciato il passo alle nuove emergenze di una società che, continuando a combattere contro forme di violenza e malaffare, vede sottratte preziose energie in positivo per assicurare lavoro e migliori condizioni di vita". "Sappiamo bene ha continuato il card. Sepe – che anche qui la vita dei giovani è ipotecata da troppe incertezze e spesso lasciano la strada aperta ai velenosi richiami della criminalità organizzata. Ma se il male riesce a cambiare abito, la realtà di Pompei dimostra che il bene non rimane a guardare: in nessun altro luogo più che in questa terra è possibile toccare con mano come la fede rende nuova e sa trasformare ogni cosa". Lo sguardo in avanti, per l’arcivescovo di Napoli, "è una condizione essenziale di questa città mariana ed il rosario è più che mai la carta costitutiva della spiritualità di Pompei, il segno distintivo della missione evangelizzatrice che il servo di Dio Giovanni Paolo II con l’enciclica sul Rosario ha affidato alla città di Pompei".” ” ” “