CRISTIANESIMO E ISLAM:KHATAMI (GIÀ PRESIDENTE IRAN), POLITICA ED ECONOMIA "FANNO UN USO NEGATIVO DEI SENTIMENTI RELIGIOSI"

"Non poter formare una comunità unica, non poter vivere su questa terra che nella differenza e nella distanza, è una prova che ci è imposta. E ogni prova è pur sempre un appello al superamento, ma anche una condizione per la libertà". Lo ha detto mons. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, accogliendo oggi Seyyed Mohammad Khatami, già presidente della Repubblica Islamica dell’Iran e direttore dell’Istituto internazionale per il dialogo tra le culture e le civiltà. Nel pomeriggio, Khatami – definito da Romeo "rappresentante eminente di un popolo che da tempo immemore è portatore di nobili valori religiosi e civili" – ha tenuto una relazione al convegno "La spiritualità, via del dialogo fra le civiltà". "Nel mondo di oggi il tema della religione si è trovato davanti domande molto serie – ha detto – Islam e Cristianesimo possono parlare insieme su questo tema e trovare soluzioni comuni. Però, purtroppo, ci sono state incomprensioni storiche, pure le guerre tra questi due mondi; noi sappiamo delle crociate, oppure degli attacchi di alcuni musulmani nei paesi europei, oppure recentemente col fenomeno del colonialismo, di come i mondi occidentali hanno dominato i paesi musulmani". Però, ha concluso Khatami, la causa di tanto male "non è la religione: sono motivazioni economiche e politiche, che fanno un uso negativo dei sentimenti religiosi".