"Un patto per la salute degli immigrati: diritti, famiglia, tutela del lavoro, reti": di questo si discuterà, il 17 e il 18 maggio, a Milano, durante il convegno promosso dalla fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità), la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm) e la Società italiana di pediatria – Gruppo di lavoro nazionale per il bambino immigrato (Sip-Gnlbi). "La precarietà e l’instabilità del lavoro spiegano i promotori dell’incontro – rendono la famiglia migrante socialmente fragile. La localizzazione di certi lavori, che rinchiudono le persone in recinti quasi invisibili (le case, le serre, ad esempio), aumentano il distacco tra chi ha bisogno di assistenza e chi può fornirla. A questo si aggiunge "il problema degli infortuni che ricorrono più facilmente tra chi è maggiormente invisibile e privo di protezione". Per gli organizzatori, "la risposta a queste problematiche può avvenire solo attraverso percorsi di salute che coinvolgano il territorio e che siano in grado di attuare un coordinamento che permetta alle istituzioni pubbliche e al privato sociale di instaurare u processo decisionale a rete e virtuoso". "Il patto che deve unire istituzioni, volontariato, terzo settore e migranti concludono gli organizzatori non può prescindere da un’equa valutazione dei bisogni e da un’integrata risposta sanitaria e sociale".