"Occorre lavorare sempre più per soddisfare i bisogni della gente mentre oggi le regioni italiane sembrano meno attive nel fare leggi e decreti attuativi. La promulgazioni di leggi e la definizione di regole sono fondamentali per orientare al bene comune il potere dei nostri amministratori regionali". Così il giudice costituzionale Ugo De Siervo ha risposto ad alcune domande dei partecipanti al convegno nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in corso a Reggio Calabria. Secondo De Siervo, "intorno alle istituzioni si creano spesso delle sacche di potere insopportabili": fare leggi e dare regole "non è, quindi, aumentare la burocrazia ma limitare la creazione di queste sacche". Il giudice costituzionale soffermandosi poi sul ruolo delle cinque Regioni italiane a Statuto speciale ha ricordato che esse hanno trovato la loro "legittimazione originale in speciali situazioni sociali ed economiche" o in "difficili situazioni di necessaria convivenza fra popolazioni locali di lingua e culture del tutto tipiche, superando inaccettabili regimi giuridici precedenti". Da ciò ha detto De Siervo sono derivati "modelli organizzativi tra loro alquanto differenziati e certo alquanto diversi da quello uniformemente riconosciuto a tutte le altre Regioni". (segue)