"Se San Paolo fosse oggi con noi sarebbe un giornalista e oltre alla stampa userebbe le nuove tecnologie per trasmettere la buona notizia". Con questa battuta mons. Ercole Lupinacci, vescovo dell’Eparchia di Lungro, si è rivolto ai giornalisti della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) nel corso della Divina Liturgia, in rito cattolico-bizantino nel Seminario maggiore "Pio XI", che ha aperto questa mattina la seconda giornata del convegno sul tema "Stato e Regioni: unità ed autonomie. Per un regionalismo condiviso". "Con questa liturgia ha aggiunto il presule – noi oggi ci uniamo a tutto l’Oriente cristiano". Riferendosi in particolare alla presenza in Calabria di cattolici bizantini mons. Lupinacci ha sottolineato che la Chiesa ha "molte realtà che si vedono e vivono la vita cristiana, non soltanto quella cattolica occidentale ma anche quella orientale. Questa realtà va amata: il Concilio Vaticano II ha proclamato che tutti i riti della Chiesa sono per tutti i cristiani degni di onore. E in noi nasce il desiderio di un movimento ecumenico che vogliamo vivere insieme con il pontefice Benedetto XVI".Infine un riferimento alla famiglia: "I genitori che sono sacerdoti e guide, sono i primi a comunicare ai figli il messaggio della salvezza".