"Una distruzione deliberata" dice Chotzakoglou che riguarda anche "icone, manoscritti, oggetti sacri" e che continua ancora con scavi i cui reperti vengono immessi nel mercato d’arte dei Paesi occidentali. "Importanti pezzi sono stati ritrovati in Usa, Giappone e in case d’aste internazionali – afferma – come stabilito anche da relazioni redatte da esperti del Consiglio d’Europa". "Davanti a questa tragedia – afferma il vescovo ortodosso di Kykkos, Nikiforos, – non possiamo tacere. Come europei dobbiamo unire le nostre forze per porre fine alla devastazione e per ritrovare il giusto rispetto da dare alla liberà religiosa e ai diritti umani. Solo preservando la propria eredità religiosa e culturale un popolo è capace di giocare un ruolo nella storia del mondo". Subito dopo la visita all’arcivescovado il gruppo si è trasferito presso il muro che separa la zona greco-cipriota da quella turca. Nicosia è oggi l’unica città europea ancora divisa da un muro.