"Purezza e onestà di vita", da una parte, "fede e scienza" nelle Scritture. Sono questi i due pilastri della "gerarchia della santità", al "vertice" dei quali "si colloca il martirio". Lo ha detto il Papa, che ha dedicato la catechesi generale di oggi alla figura di Origene (come aveva fatto il 25 aprile scorso), citando tra l’altro un suo insegnamento sul "sacerdozio comune di tutti i fedeli", che "riguarda tutti noi". "A tutto il popolo dei credenti viene conferito il sacerdozio", ha ricordato Benedetto XVI, sottolineando come San Paolo parla dei credenti come "stirpe eletta, regale, sacerdotale". "Da una parte le parole del Papa la purezza e l’onestà di vita; dall’altra la fede e la scienza nelle Scritture si configurano come condizioni indispensabili per essere sacerdoti universali". "L’integra condotta di vita ha detto il Papa e l’accoglienza e lo studio della Parola costituiscono una vera e propria gerarchia della santità per il sacerdozio comune dei cristiani, al vertice del quale si colloca il martirio". Questo "inesausto cammino di perfezione riguarda noi ha concluso Benedetto XVI perché lo sguardo del cuore sia rivolto alla contemplazione della sapienza e della verità che è Gesù Cristo". Di qui l’invito a "fare che lo sguardo del nostro cuore sia fisso su Gesù", per essere "sulla strada giusta", "nonostante la situazione attuale".