A parlare dell’islam cinese è stato invece Wu Yiye, dell’Università di Nanjing, in rappresentanza di 20 milioni di cinesi che professano la religione portata dai commercianti turchi lungo "le vie della seta" e dai nomadi della Mongolia, soprattutto nelle zone occidentali di confine. "Il modo in cui l’islam viene vissuto in Cina secondo Wu può contribuire a risolvere i conflitti tra islam e occidente: perché in Cina si parla sia di fedeltà all’autorità, sia di fedeltà alla divinità". Anche padre Angelo Lazzarotto, missionario del Pime per tanti anni in Cina, ha evidenziato la recente tendenza a valorizzare il ruolo positivo delle religioni in Cina: "E’ un ritorno ai valori che appartengono alle radici stesse della società cinese. Però bisognerà attendere il Congresso del popolo di ottobre per capire se è un vero cambiamento o se è solo strumentale.” ” ” “