CINA-EUROPA: "L’INTERDIPENDENZA" CON LA SANTA SEDE E IL RISVEGLIO RELIGIOSO, 300 MILIONI DI CREDENTI, TRA CUI L’ISLAM CINESE (2)

"La nostra Costituzione non vuole che le religioni siano controllate da poteri stranieri – ha spiegato Wang Yiye, docente all’Accademia delle scienze sociali di Pechino -, da qui l’origine dei contrasti con la Santa Sede. Allora i cinesi che non vogliono avere problemi con il governo scelgono il protestantesimo. E’ questo il motivo per cui il cattolicesimo non ha avuto ancora una diffusione di massa". Ma come far sì che il cattolicesimo abbia il riconoscimento del governo e al tempo stesso possa mantenere il suo legame con Roma? "Questo è un grande problema – ha detto Wang -. I vescovi cattolici non parlano volentieri con i giornalisti e gli esponenti del governo non conoscono bene il cattolicesimo: percepiscono solo l’immagine del Vaticano che non riconosce la Cina ma Taiwan e vuole interferire con la politica interna". I cinesi in genere, ha aggiunto poi, "pensano addirittura che i cattolici non credano in Dio ma nel Papa". L’apertura del governo nei confronti delle religioni è dimostrata però dal fatto che negli ultimi anni sono stati organizzati due forum sul buddismo e sul taoismo e "la gente vuole lo stesso anche per il cattolicesimo, il protestantesimo e l’islam". (segue)