Wang Hui ha parlato di una nuova "libertà e democrazia nel pensiero": "Molte discussioni degli intellettuali su temi sociali ed economici diventano pubbliche,influenzano la società", ha raccontato, anche se "in Cina rimangono ancora delle lacune nel metodo democratico". "Il modello di sviluppo non è equo perché troppo simile a quello occidentale ha affermato con forti differenze tra ceti sociali. Assistiamo ad una crisi del welfare, del sistema sanitario, accessibile solo a pochi a causa dei costi, e si acuiscono le differenze tra ricchi e poveri nell’ambito dell’istruzione". Luo Hongbo, economista e docente all’Accademia delle scienze sociali di Pechino, ha poi parlato del fenomeno delle piccole e medie imprese in Cina: più di 10 milioni, di cui il 75% fondate dopo gli anni ’80. Anche qui le differenze sono marcate, con zone a forte industrializzazione (dove è presente il 72% delle piccole e medie imprese) e zone meno industrializzate (38%).