"Fedele all’insegnamento della parabola evangelica, Beniamino Andreatta – ha ricordato mons. Vecchi non ha sotterrato i molti talenti che il ‘Padrone’ gli aveva elargito, tenendoli per sé". "Questi talenti ha proseguito egli li ha ‘trafficati’ e li ha fatti rendere per restituirli, accresciuti, al suo Signore: nel campo degli studi e della ricerca economica, dove fu grande e riconosciuto maestro; nell’insegnamento accademico; nella politica, che visse come luogo preminente della pratica della carità innestandosi in quel tronco fecondo della tradizione dei cattolici italiani che traeva linfa dalle radici antiche della dottrina sociale della Chiesa, interpretata e riletta nell’orizzonte della cultura europea".