DIALOGO INTERRELIGIOSO: KHALIL SAMIR (GESUITA EGIZIANO), FRATELLANZA "SIGNIFICA AVERE LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE DIVERSI"

Convivere con fiducia e amicizia, senza tuttavia mettere in discussione i propri valori. E’ l’indicazione di padre Samir Khalil Samir per un corretto dialogo tra cristiani e musulmani. "Bisogna saper ascoltare ed essere sinceri senza scendere a compromessi sui valori", ha ricordato ieri sera all’incontro "Cristiani e musulmani, amici o fratelli?", organizzato a Milano dal Pime (Pontificio istituto missioni estere). I valori, ha precisato, "non vengono da noi, ma da chi sta più in alto, e perciò non possono essere oggetto di trattativa. Premesso ciò – ha continuato – è necessario che entrambi rispettino la fede, la cultura e i principi dell’altro. Tutto questo deve essere fatto insieme se si vuole essere fratelli". Fratellanza, infatti "significa avere la consapevolezza di essere diversi e accettare tale diversità, perché, come dice anche il Corano, la differenza è ricchezza". Mentre Gerolamo Fazzini, condirettore della rivista "Mondo e Missione", ha invitato a "non cedere né a uno sterile buonismo, né alla convinzione dell’inevitabilità dello scontro di civiltà".