CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ: CERETTI (UNIVERSITÀ "BICOCCA"), LINCIAGGIO E GENOCIDIO COME "UNA DELLE SOLUZIONI POSSIBILI"

Il linciaggio e il genocidio non sono sempre azioni dettate dall’"irrazionalità" o dalla "follia", ma possono essere intese dai "soggetti che scelgono la violenza" come "una delle tante soluzioni possibili ad un problema". Lo ha affermato oggi a Milano Adolfo Ceretti, docente di criminologia all’Università "Bicocca", parlando a una conferenza promossa dall’Università cattolica su "Violenze collettive. Ipotesi per nuove ricerche in campo criminologico". "Lo studio dei fenomeni legati alle violenze di massa – ha precisato – sta attraversando un enorme progresso metodologico". Partendo dal linciaggio, "violenza collettiva che rimanda a una responsabilità individuale, risultato di un’accusa pubblica verso qualcuno che occupa uno status sociale inferiore", Ceretti è poi passato al genocidio, inteso come "conflitto di gruppo" e "perdita di coscienza della responsabilità individuale". Ne è un esempio, ha sottolineato, ciò che "è successo nell’ex- Jugoslavia all’inizio degli anni novanta. Fu quello un tipico caso di perdita di responsabilità e di convinzioni indotte dall’alto, come confermato involontariamente dal leader serbo Jovan Rašković, che nel 1992 riconobbe il suo partito come unico responsabile della creazione del sentimento nazionalista serbo e, quindi, delle premesse per lo scatenarsi della guerra civile".