"A Berlino ho detto che il mondo non aspetta l’Europa. Dobbiamo muoverci insieme, in modo incisivo, per raggiungere un accordo" sulle riforme interne e "per un’azione su scala globale per tutelare i nostri valori". Angela Merkel, cancelliera tedesca e presidente di turno Ue, è intervenuta a Bruxelles nel corso della plenaria del Parlamento dei 27 per illustrare i risultati del summit svoltosi lo scorso fine settimana. "Con la Dichiarazione di Berlino afferma la Merkel abbiamo celebrato mezzo secolo di successi" della Comunità, che tuttavia ora ha di fronte nuovi temi da affrontare. "Ecco perché entro il 2009 dobbiamo arrivare a una nuova base rinnovata dell’Unione": la presidenza in esercizio proporrà per questo al vertice di giugno un preciso calendario. L’oratrice si è quindi soffermata su due "incontri importanti che ci attendono": quello di fine aprile con gli Stati Uniti, "in cui tratteremo del partenariato economico transatlantico"; e l’appuntamento di maggio con la Russia, sulla questione energetica. In emiciclo è intervenuto quindi il capo dell’Esecutivo, José Manuel Barroso, secondo cui "la Dichiarazione di Berlino impegna di nuovo l’Europa a perseguire i suoi valori" e a mostrare un "pragmatismo costruttivo" che mostri "risultati utili per i cittadini".