"Non abbiamo interessi politici da affermare; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune" e "siamo convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti, del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera" affermano ancora i vescovi nella Nota. "Poter avere la sicurezza dell’affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, è un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio" e "aperta alla vita" che la Costituzione italiana tutela perché "risorsa insostituibile anche per la società". Per questo, si legge nella Nota, la Chiesa "da sempre chiede che il legislatore promuova e difenda" la famiglia, e al riguardo i vescovi desiderano rivolgere "una parola impegnativa" specialmente "ai cattolici che operano in ambito politico". Ad essi, richiamando l’insegnamento del Papa nella Sacramentum Caritatis, i vescovi rammentano: "Sarebbe incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto". (segue)