"Il vero insegnamento è quello impartito dai vescovi, ricevuto dalla catena ininterrotta dagli Apostoli. Non esiste un cristianesimo superiore per intellettuali". In questa tradizione "occorre considerare in modo speciale l’insegnamento della Chiesa di Roma, preminente e antichissima, che ha ‘maggiore apostolicità’, perché trae origine dalle ‘colonne’ del Collegio apostolico, Pietro e Paolo: con lei devono accordarsi tutte le Chiese". E’ quanto ha detto oggi Benedetto XVI nel corso della tradizionale udienza del mercoledì cui hanno partecipato oltre 20mila fedeli. Parlando di Ireneo di Lione, "campione della lotta contro le eresie", il Papa ha affrontato "la questione della ‘regola della fede’ e della sua trasmissione". "Ireneo ha spiegato il Pontefice – confuta dalle fondamenta le pretese degli eretici, in particolare degli gnostici" fautori del dualismo. "Essi non posseggono la verità, perché non sono di origine apostolica; in secondo luogo la verità e la salvezza non sono privilegio o monopolio di pochi, ma tutti le possono raggiungere attraverso la predicazione dei successori degli Apostoli, e soprattutto del Vescovo di Roma". (segue)