EUROPA: DELORS (EX PRESIDENTE COMMISSIONE) AD AVVENIRE, "SENZA RADICI NON HA FUTURO"

Non si può negare che la maggioranza dei "Padri dell’Europa" fossero "credenti e praticanti. È un fatto, anche se c’erano al contempo personalità di prestigio agnostiche. Non è certo perché oggi non è più alla moda che non occorre dirlo". Così l’ex presidente della Commissione europea Jacques Delors, in un’intervista sull’ “Avvenire” di domani. Circa le "radici cristiane – prosegue -, quando è stato redatto il progetto di Trattato costituzionale, ho protestato con altri francesi cattolici, protestanti o israeliti perché non si menzionava da dove proviene l’Europa"; i "popoli che non hanno memoria non possono avere un avvenire". Sul futuro dell’Ue Delors osserva: “L’evoluzione della costruzione europea non è mai stata un lungo fiume tranquillo. Ci sono stati altri periodi" di crisi, diffidenza, rinascita dei nazionalismi, "ma poi ci siamo sempre risollevati”. "La Presidenza tedesca ha fatto" il possibile per ottenere un testo che richiamasse "i nostri valori comuni e "fissasse una data per rivedere i meccanismi istituzionali – aggiunge con riferimento alla Dichiarazione di Berlino -. Non era scontato che tutti l’accettassero”. Ora, conclude, “occorre evitare di dire" che l’Ue a 27 "potrà realizzare in 15 anni tutti gli obiettivi" prefissati e "precisare bene cosa si può fare in 27 Paesi”.