"Il modello di alta integrazione per un intervento qualificato e flessibile sul territorio, cui hanno aderito oltre il 90% delle realtà pubbliche e private del settore in Italia", è l’unico "che possa offrire risposte credibili" al problema droga. E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dal Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), dalla Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), e dalla Federsed (Federazione italiana operatori dipartimenti e servizi dipendenze). "La politica sulla droga deve essere un impegno prioritario sia dello Stato che delle articolazioni dei poteri di Enti Locali e Regioni", si legge nel documento, ed è urgente "un Piano nazionale di azione" che "riparta dalla legislazione del 1999 e la aggiorni" dedicando "al settore almeno l’1,5% del fondo sanitario nazionale, in media con gli indirizzi europei". Gli estensori rilevano che "la legge 45 è di fatto annullata nei principi e nei finanziamenti", mentre "sono 200mila le persone che ogni anno si rivolgono ai Sert e alle comunità di recupero". Annunciano "una verifica dell’attuazione dei contenuti" previsti nel Documento 2003 del Dipartimento delle dipendenze, che verrà illustrata il prossimo 26 giugno a Roma in occasione della Giornata mondiale della droga.