L’accordo siglato ieri in Irlanda del Nord tra cattolici e protestanti "è storico e mette fine ad anni di violenze, dolore e miseria per migliaia di famiglie. E’ l’inizio di una nuova speranza per tutti quelli che vivono qui". A dichiararlo al Sir è l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, per il quale "i politici delle due parti ora hanno l’opportunità di passare da posizioni ideologiche ad altre pragmatiche. Potranno lavorare per dimostrare che si può vivere in pace". "Lavorare non solo per costruire una giusta e pacifica società, ma anche per creare tutto ciò che serve a progredire, come strade, servizi essenziali, favorendo un’economia dove tutti i cittadini hanno uguali opportunità di benessere". Un compito che "deve essere portato avanti da Dublino e da Londra, collaborando con Belfast per il popolo dell’Irlanda del Nord. Il successo di questo nuovo capitolo dipende dalla partecipazione di tutte le parti. Il solo futuro possibile per l’Irlanda è quello dove trova spazio la mutua comprensione, tra Londra e Dublino, tra Nord e Sud, tra Unionisti e Nazionalisti, tra Cattolici e Protestanti, tra credenti e non credenti". "Il processo di costruzione e di riconciliazione avrà la priorità per la Chiesa. Ciò che dobbiamo fare conclude mons. Martin – è fare emergere ciò che di più creativo abbiamo nelle nostre tradizioni e lavorare insieme per un’Irlanda cui ognuno sentirà di appartenere".