“Cipro è un’isola, troppo piccola per essere divisa in due, in un’Europa sempre più grande”. Così, il ministro degli affari esteri della Repubblica di Cipro George Lillikas, ospite a Roma della Fondazione Dragàn, per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, ha iniziato ieri la conferenza stampa. “Malgrado la demolizione unilaterale del nostro muro difensivo nel centro della capitale divisa”, il 9 marzo scorso, ha detto Lillikas, “la parte turca rifiuta di accettare il ritiro dei militari” e “la natura del problema di Cipro rimane invariata: uso della forza contro uno Stato sovrano, una divisione mantenuta con l’aggressione e l’occupazione, violazioni massicce e persistenti dei diritti umani, distruzione dei beni religiosi e culturali, usurpazione delle proprietà, segregazione forzata della popolazione e tentativo di imporre l’esistenza di un’entità separata nella zona occupata”. Mentre “i popoli e gli Stati d’Europa si sono lasciati alle spalle secoli di guerre e conflitti rovinosi, per costruire insieme una nuova cultura politica fondata sul dialogo e su un codice universale di principi e valori”. Quindi, “la pace, il progresso economico e il benessere sociale sono obiettivi raggiungibili, se c’è cooperazione, dialogo e buona volontà”. Da qui la speranza dei ciprioti: “Possiamo farcela a vivere in armonia con reciproco rispetto in una Cipro europea unificata”.