EUROPA, 50 ANNI: PARLANO I GIOVANI

"Un’Europa unita è spazio privilegiato per la conoscenza reciproca e per mettere in pratica la solidarietà contro gli interessi e gli egoismi nazionali che ancora ostacolano il cammino di integrazione". La pensano così i tanti giovani di vari Paesi europei riuniti a Roma in questi giorni per partecipare agli eventi promossi per il 50° della firma dei Trattati di Roma. Apprezzamenti ma anche critiche. Eva Kostova dalla Bulgaria ritiene che l’Europa sia “una cosa positiva ma non mi piacciono gli egoismi nazionali e l’idea di Europa a due velocità. Dobbiamo stare insieme perché possiamo essere uguali”. E’ d’accordo con lei la cipriota Elizavet Stefani per la quale l’Europa “offre una possibilità in più ai Paesi piccoli come Cipro di farsi conoscere e creare così una comunità multiculturale". “L’Europa è più bella con i nuovi membri – dice la greca Gulliana Nasatasiu – perché c’è un arricchimento vicendevole le economie si sviluppano come anche le situazioni politiche. Nessun problema, quindi per un eventuale ingresso della Turchia nell’Ue". Anne Smidt, tedesca di Brema definisce l’Ue "un’opportunità per lavorare e vivere dove si vuole sentendosi sempre a casa". Per tutti, comunque, è fondamentale "il lato umano e spirituale delle cose che si faranno. Pensare meno all’economia e più ai valori universali è la strada da percorrere per il futuro".