L’istruzione, ricorda la dichiarazione, "è uno dei diritti umani primari e fondamentali", e perciò spetta agli Stati membri "assicurare che ciascuno abbia accesso a ogni livello d’istruzione, indipendentemente dalla condizione economica, sociale e culturale di provenienza". Come pure "l’Ue deve avere un ruolo guida ancora maggiore" a livello mondiale "nel promuovere i valori della pace, della sicurezza, della solidarietà e dell’eguaglianza". Riguardo alla realtà socio-economica, il documento raccomanda di tener presenti i "diritti sociali fondamentali", "all’interno di un contesto economico competitivo che porti a una giustizia sociale che include uguali opportunità e lotta a ogni forma di discriminazione". In quest’ottica, i giovani europei richiamano la necessità "di un’occupazione equa e di qualità", lo "sradicamento della precarietà del lavoro" e un "reddito minimo", che permetta l’indipendenza ed eviti l’esclusione sociale. Infine, lo sviluppo della democrazia e della società civile, che deve passare attraverso il riconoscimento nei processi decisionali, da parte delle istituzioni, "dei giovani e delle organizzazioni giovanili", scuole di "democrazia e cittadinanza attiva". A tal proposito, conclude il testo, "un buon modo per incrementare la partecipazione dei giovani è l’abbassamento dell’età per votare a 16 anni".