EUROPA, 50 ANNI: VERTICE DEI GIOVANI; RIFKIN (ECONOMISTA), DALLA SOCIETÀ CIVILE "UN MONDO PIÙ EQUO E PIÙ GIUSTO"

La dichiarazione dei giovani europei "è un documento fantastico", perché dà voce a un sogno: che "la società civile diventi parte di un tavolo assieme ai governi e alle industrie". Un bel sogno per il futuro dell’Europa perché "è nella società civile che c’è la forza e l’energia necessarie per un mondo più equo e più giusto". Queste le parole che Jeremy Rifkin, economista di fama mondiale, ha rivolto ieri a Roma ai giovani europei riuniti per il loro primo vertice, in occasione dei 50 anni dalla firma dei Trattati di Roma. L’economista, nel suo intervento, ha ripreso il tema dello sviluppo sostenibile, che "condiziona il dibattito sul futuro dell’Ue". Oggi, ha ammonito Rifkin, "la crisi dell’energia è globale e senza precedenti nella storia umana". "Siamo al tramonto dell’era dei combustibili fossili e del petrolio, e abbiamo solo 25-30 anni per prendere la decisione giusta". La via additata da Rifkin passa dall’idrogeno e da una "rete energetica simile a quella di internet, che nasca dal basso", dove ciascuno possa produrre e mettere a disposizione energia rinnovabile. La posta in gioco, ha precisato, è "la salvezza dell’umanità" e in questo dibattito l’Europa "può essere davvero il faro del mondo, se sarà il primo continente a inaugurare l’era dell’idrogeno".