"Che cosa ha spinto mio padre ad affrontare una vita difficile come quella di un cattolico dedicato alla politica? La risposta è l’amore per il prossimo, espressione dell’amore per la vita e del desiderio di fare il bene per il bene. La politica, in realtà, era il suo modo di amare". Così ha ricordato il padre Alcide Maria Romana De Gasperi, la sera del 24 marzo, durante l’omaggio e la preghiera in memoria dello statista, a conclusione della seconda giornata del congresso promosso nella capitale dalla Comece per il cinquantenario dei Trattati di Roma. Nella chiesa di san Lorenzo al Verano, dove c’è il monumento funebre di De Gasperi, i congressisti hanno ascoltato i ricordi di Maria Romana: la grande fede di Alcide "non gli ha mai permesso di capire l’integralismo intollerante", ha ricordato la figlia, che ha aggiunto: "Né gloria né abbandono né ingratitudine né sconfitta sul piano politico hanno potuto soffocare il suo spirito". "Gesù, Gesù ha concluso Maria Romana furono le sue ultime parole, ma per noi la sua morte aveva la luce di una nascita". Al termine della preghiera per De Gasperi recitata dal card. Attilio Nicora, presidente dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), ogni congressista ha portato un lumino acceso sulla tomba di De Gasperi e i partecipanti di lingua tedesca hanno intonato l’Inno alla gioia, cantato poi nelle principali lingue europee.