A distanza di cinquant’anni da quelle parole di Montini, ha osservato il card. Nicora, "mentre l’integrazione istituzionale ha compiuto indubbi e fruttuosi passi in avanti di cui dobbiamo essere consapevoli e fieri, è proprio l’unità spirituale, sempre invocata dai Papi a cominciare da Pio XII, la dimensione più esposta a rischio, fino a far dubitare, come ci avvertiva ieri Benedetto XVI (nell’Udienza ai partecipanti al congresso, n.d.r.) che l’Europa stia vivendo una singolare forma di apostasia da se stessa e dalla propria genuina identità". Eppure, "ancora una volta dalla cattedra di Pietro ci è venuta una parola di novità e di speranza: il Papa, infatti, ci ha invitato a non scoraggiarci di edificare una nuova Europa, realistica ma non cinica, ricca di ideali, ispirata alla perenne verità del Vangelo". "Accanto al trofeo dell’apostolo Pietro, il cui sangue fu seme di libertà, stimolo alla testimonianza e alla missione, nel segno della sua cattedra che continua nei secoli a proclamare la verità di Dio e dell’uomo, traccia sicura del nostro cammino ha concluso il card. Nicora – ben possiamo perciò rinnovare l’impegno spirituale, culturale, sociale e, nel senso più alto, politico per costruire un’autentica casa comune europea aperta al mondo intero".