” “L’Europa di domani come "network di differenze". Così la vedono i delegati al vertice europeo della gioventù in corso a Roma. "I giovani di oggi si muovono molto più di un tempo, formando una rete di relazioni che attraversa l’intero continente: questa è la loro forza", rileva Jehni Härkönen (Finlandia), che auspica per il futuro ancora "maggiore flessibilità, con la possibilità di scegliere dove vivere, studiare, lavorare". Una prospettiva condivisa da Vittoria Pomponio (Italia), per la quale "l’Europa di domani rappresenta quasi tutto". "Credo molto che questo cammino europeo possa andare avanti e rafforzarsi sempre più", precisa, ricordando tuttavia che "benché siano passati 50 anni, siamo ancora all’inizio e il grosso del lavoro deve essere ancora fatto: dalla firma della Costituzione a una politica estera e di sicurezza incisiva". Ma "un’Europa attenta ai giovani è, in fin dei conti, attenta a tutti i cittadini, perché la popolazione europea è una sola", sottolinea Galina Shishrova (Bulgaria), rilevando come compito dei giovani sia proprio "favorire la comprensione dell’Ue come di un’unità". Nonché "creare un’identità europea", aggiunge Eszter Babik (Ungheria): uno sforzo che "deve partire dall’educazione" ed è necessario se si vuole un’Unione non solo economica, ma "anche politica".” “